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Lavoro, Bonanni: ora patto su fisco e crescita

da Conquiste del Lavoro.it

Non sono le norme a frenare l'occupazione, ma la scarsa capacità dell'economia di reagire. Ne è convinto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che porta lo sguardo oltre la riforma del mercato del lavoro, per chiedere un patto nazionale su fisco e crescita: "Noi, il governo centrale, i governi locali, le parti sociali e i partiti". Per Bonanni è il momento di impegnarsi di più. "Bisogna fare presto e concentrare l'attenzione sui veri fattori dello sviluppo e della crescita del Paese. Basta con le guerre ideologiche o le ricette di parte - afferma Bonanni -. Occorre un patto nazionale per il Paese che veda la partecipazione e l'impegno responsabile di tutti i soggetti. Lavoriamo tutti nelle prossime settimane per questo grande obiettivo", è l'esortazione del numero uno di Via Po. "La riduzione delle tasse per i lavoratori, i pensionati e le imprese che investono, l'abbattimento del debito pubblico e le misure per stimolare la crescita sono le facce di una stessa medaglia. Non ci può essere un prima e un dopo. Senza una riduzione delle imposte avremo più recessione e meno occupazione. Come sindacato - avverte Bonanni - siamo pronti a mobilitarci per ottenere questa svolta nella politica economica". Ma occorre fare presto, perché - è la conclusione del leader della Cisl - "se continuiamo in questo modo assisteremo a un crollo dell'occupazione ancora più grave di quello che abbiamo avuto finora".

Anche gli ultimi dati sull'esplosione delle domande di cassintegrazione presentate all'Inps, del resto, vengono letti con preoccupazione dal sindacato. Giorgio Santini, segretario aggiunto Cisl, in una nota, chiede al Governo di rafforzare le politiche per la crescita e le politiche attive per la ricollocazione dei lavoratori.

Quanto alle critiche sulla riforma del lavoro da parte degli industriali, è lo stesso Bonanni a contestare l'accusa di un mancato rispetto dei patti. "Monti precisò formalmente che non avrebbe permesso una normativa sui licenziamenti economici che potesse condurre anche a iniziative fraudolente da parte delle imprese, e così ha fatto", spiega. "Per questo Confindustria sbaglia a dare questa valutazione sull'art. 18". Ma Bonanni si smarca anche dal leader della Uil Angeletti, che ha a più riprese attaccato Elsa Fornero: "Il ministro del Lavoro è stato tenace. All'inizio ci ha messo un pò in difficoltà, man mano però ci ha messo tenacia e volontà di ascolto. Basta vedere da come si è iniziato a come si è finito: i passi avanti sono stati notevoli, come chi ha buoni occhi può vedere". Un riconoscimento non casuale al diverso metodo seguito dal ministro rispetto al precedente della riforma previdenziale e al pasticcio sugli esodati. Questo a pochi giorni dalla manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil di venerdì prossimo a Roma, proprio a difesa di quanti (si stima siano 350.000) avendo lasciato il lavoro prima del 4 dicembre 2011 convinti di poter andare in pensione con le vecchie regole, a causa dell'aumento dell'età per l'accesso alla pensione e della stretta sulle anzianità, rischiano invece di restare senza lavoro e senza assegno.

(10 aprile 2012)