Roma,
23 novembre 2007
Il ricordo della Segreteria nelle parole di Giuseppe De Biase, Segretario aggiunto.
Una
perdita inaspettata è sempre una tragedia, ma
la perdita pressoché improvvisa di un Amico
che tanta parte, e così incisiva, ha avuto nella
vita della nostra Organizzazione ci lascia attoniti
e quasi increduli.
Non è affatto
facile, e chi lo ha conosciuto concorda con noi, riassumere
in pochi momenti una personalità come quella
di Franco.
Ha
vissuto per il nostro Sindacato, lo ha retto ed indirizzato
in piena sintonia di intenti e continuità con
l'opera dei suoi predecessori, ne ha arricchito il
ruolo politico con una progettualità innovativa
che ha consolidato la nostra coscienza di Categoria.
Ha sempre operato alla luce di una convinta e solidale confederalità.
Franco
non era una persona facile. Lavorare con lui entusiasmava,
ma richiedeva uno sforzo continuo di professionalità e
di intelligenza delle cose. Di contro, al di fuori
dei momenti che richiedevano un impegno quasi sempre
totalizzante, sapeva spesso esprimere parole ed atti
di grande attenzione ed affettuosa delicatezza verso
quanti lo aiutavano, segno indubitabile di una non
comune attenzione anche alla singola Persona ed al
suoi bisogni.
La
sua generosità verso i giovani, verso i più deboli
verso tutti coloro che si trovavano in difficoltà rappresenta
un esempio e lascia un segno indelebile in noi tutti,
in tutti i suoi amici.
Franco
Amava moltissimo la sua Famiglia, con quel modo che è proprio
dei vecchi gentiluomini del sud noto a chi come me
lo ha vissuto con il proprio padre e lo ha ritrovato
in lui.
Franco
Amava moltissimo il sindacato. Per Lui non era un lavoro
era di più, molto di più era la passione
della sua vita.
Franco
Amava Le cose belle. Amava l'Arte, la Musica, l'opera
le bande musicali e la pittura.
Franco,
uomo di mare, Amava la pesca, tanto da avere una grande
collezione di canne da pesca e noi tutti gli chiedevamo,
senza avere risposta, quando avrebbe trovato il tempo
per usarle
Franco
amava i dolci ed amava condividerli con tutti
Franco
Amava la Vita e con essa amava la gente, la sua gente.
Sul
piano strettamente professionale, alla luce della sua
attività contrattuale, colpivano due aspetti.
Da un lato, Franco aveva una singolare facilità ad ideare gli strumenti
normativi necessari per risolvere i vari problemi affrontati.
Dall'altro, sapeva sempre operare alla luce di un disegno politico complessivo,
per comporre in modo coerente, con la norma e con il bene comune, le necessità di
un Comparto e di un bacino di sindacalizzazione difficile ed articolato.
Ha portato il nostro Sindacato al ruolo di Federazione di prima affiliazione
all’interno della CISL.
Ha cioè resa politicamente visibile ed operativamente efficace a livello
confederale la convinzione, da noi pienamente condivisa, che in una moderna
e globalizzata "Società della Conoscenza" il sapere finalizzato
e la capacità di innovazione del sistema Paese sono, accanto al tradizionale
possesso dei mezzi di produzione, i nuovi e veri strumenti per la difesa del
lavoratore dipendente e della qualità della vita nella società.
Su questa strada noi continueremo con la sua stessa tenacia.
Per queste, e per tante altre cose, Franco ci mancherà. Ci mancheranno
la sua passione ed il suo esempio.
Ci mancherà la sua capacità di "fare squadra", di rendere
il lavoro comune un'attività ricca di contatti umani e di solidarietà tra
noi e per gli altri.
Molti di quanti sono oggi presenti sentono verso Franco un grande debito di
riconoscenza: ha tutelato la loro condizione di Lavoratori dipendenti in tempi
difficili, ha garantito loro il ruolo e la dignità di una professione
quando il loro avvenire sembrava farsi oscuro e pericoloso.
Con
loro, anche noi oggi ci sentiamo un po' soli.
Ci è stato
tolto "il servitore fedele e avveduto, che il
signore ha posto a capo dei Suoi famigliari, per dare
a ciascuno la porzione conveniente di cibo" (Fidelis
servus, et prudens, quem constituit Dominus super familiam
suam, ut det illis in tempore tritici mensuram).
Ci
sembra che non possa esistere lode maggiore per Franco,
per un sindacalista che, dopo tutto, è pur sempre
un uomo al servizio della dignità dell'Uomo,
cioè dell'Uomo vivente che è la gloria
di Dio.
Da
Franco, amico, fratello e maestro siamo riusciti ad
imparare qualcosa.
Sicuramente abbiamo imparato a non avere paura, a non avere paura di mostrare
in pubblico il nostro dolore, le nostre lacrime per la perdita del nostro amato
Franco.
Ciao Segretario Ciao Francuccio
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